Eulero a 300 anni dalla nascita.Sunto della conferenza "Eulero: i ponti di Konigsberg, le equazioni e la meccanica" tenuta dal Prof. Gianfranco Tigani Sava venerdì 13 aprile 2007 al Planetario di Ravenna.
Probabilmente pochi sanno che il 2007, anno già carico di anniversari, ricorda anche i 300 anni dalla nascita di Eulero (1707 – 1783) forse il più importante matematico dell'età "dei lumi". A Basilea si festeggerà il 300° anniversario della sua nascita (vedi http://www.euler-2007.ch/en/index.htm) con iniziative a vari livelli, comitati organizzatori, coinvolgimento di università, mondo scientifico, scuole. In Svizzera sarà considerata quasi una festa nazionale. E in Italia? Finora mi sembra si sia visto poco. Eppure non sarebbe male riflettere sull'influenza che Eulero ha esercitato in ogni settore della scienza e sulla enorme ricaduta che le sue idee, le sue "formule", le sue "funzioni" hanno avuto in matematica, fisica, astronomia, cosmologia fino addirittura alla formulazione della teoria delle stringhe. Al Planetario di Ravenna abbiamo deciso di dedicare a questo illustre personaggio un “Venerdì dell'ARAR”. L’A.R.A.R è l’associazione astrofila che costituisce il motore di tutte le iniziative dal Planetario ravennate. Tra l’altro, pochi giorni prima della conferenza alcuni membri dell’associazione, non nuovi a questo genere di imprese, avevano scoperto una supernova …… Quale migliore regalo ad Eulero per la sua festa di compleanno? Leonhard Euler nasce a Basilea il 15 aprile 1707 e muore a San Pietroburgo il 18 settembre 1783. Avviato dal padre ad una sicuramente infelice carriere ecclesiastica, viene lasciato libero di intraprendere gli studi scientifici (matematica, fisica, medicina) per interessamento dei Bernoulli, illustri e autorevoli amici di famiglia e compagni di infanzia. Appena ventenne riceve offerte di cattedre prestigiose in tutta Europa, che può anche permettersi il lusso di rifiutare, fino alla decisione di trasferirsi a S. Pietroburgo dove si impegnerà a far crescere l’ Accademia delle Scienze fondata da Caterina I, la aiuterà a emarginare l’ateo Diderot impegnandosi in una “dimostrazione algebrica” dell’esistenza di Dio e continuerà a preoccuparsi della formazione dei giovani russi in campo scientifico. Nel 1734 sposa Katharina Gsell, figlia di un pittore, anch'essa di origine svizzera, che gli diede 13 figli, dei quali soltanto 5 sopravvissero. Raccontava spesso di avere avuto le più brillanti intuizioni mentre cullava un figlio con gli altri che giocavano attorno. Nel 1741 fu chiamato da Federico II di Prussia, Federico il Grande, a Berlino dove operò fino al 1766. Sono anni di intenso lavoro. Aveva molto da fare: occuparsi dell'osservatorio, dei giardini botanici, scegliere il personale, occuparsi dell'amministrazione, pubblicare calendari e carte geografiche la cui vendita costituiva una ingente entrata per l'Accademia di Prussia. Ebbe anche incarichi pratici, come occuparsi di canali e dei sistemi idraulici dei giardini delle residenze reali, delle lotterie statali, così come di pensioni, assicurazioni e persino dell'artiglieria! Nonostante queste occupazioni la sua produzione scientifica era fenomenale, in quei 25 anni a Berlino Eulero scrisse circa 380 articoli, libri sul calcolo delle variazioni, sulle orbite dei pianeti, sulla balistica, sull'analisi, sul moto della luna, sul calcolo differenziale e la sua bella e celebre opera divulgativa “Lettere ad una principessa tedesca” (1768-72) tradotta in tutte le principali lingue (in Italiano: Boringhieri, Torino, 1958). Si tratta di vere e proprie lezioni di astronomia, fisica, filosofia ma in cui i concetti e le relazioni logiche sono presentati in forma chiara e semplice, a volte con analogie geometriche così da renderli intuitivi ed evidenti a tutti. Quando i suoi rapporti con Federico peggiorarono ritornò a S. Pietroburgo dove pubblicò, ormai cieco, quasi l’altra metà della sua produzione scientifica. Il 18 settembre 1783 morì improvvisamente di una emorragia cerebrale, dopo aver avuto una normale giornata di lavoro, con lezioni ad un nipotino, calcoli sul moto dei palloni aerostatici, discussioni con Fuss, giovane matematico svizzero e nipote, sul recentemente scoperto pianeta Urano. Il matematico Condorcet scrisse subito: ”Euler ha cessato di vivere e calcolare” Dopo la sua morte l'Accademia di San Pietroburgo continuò a pubblicare i suoi manoscritti inediti per più di 50 anni! Egli è stato senz'altro il più grande fornitore di "denominazioni matematiche" della storia della scienza, offrendo il suo nome a una quantità impressionante di formule, teoremi, metodi, criteri, relazioni, equazioni. Lo ritroviamo inGeometria, Teoria dei Numeri, Meccanica, Analisi, Logica, Teoria dei Grafi, Algebra, Calcolo Differenziale. Si interessò di calcolo variazionale e della ricerca della curva brachistocrona, dimostrò che l’asse di simmetria del nostro pianeta ( quello Nord / Sud ) non coincide, anche se solo per pochi metri, con quello di rotazione, anzi oscilla intorno ad esso in modo periodico. Si impegnò nella ricerca dei numeri amichevoli, nello studio dei numeri primi, dei numeri complessi,nella risoluzione, anche se parziale, dell’ultimo teorema di Fermat. In astronomia, forte delle sue conoscenze di fisiologia umana, propose metodi per correggere le aberrazioni cromatiche e sferiche dei telescopi dell’epoca. Studiò i moti della luna e gli algoritmi per prevedere le fasi lunari dando un notevole contributo alla risoluzione del problema della “longitudine”.Si occupò anche di teoria musicale nel “Tentamen novae theoriae musicae” del 1739. Il suo nome è legato anche alla risoluzione di problemi che avevano impegnato spesso inutilmente i migliori matematici del tempo: la congettura Goldbach, il problema di Basilea (su cui anche i Bernoulli si erano arresi e che invece Eulero risolve brillantemente ad appena 28 anni), il problema dei sette ponti di Königsberg. Lo ritroviamo ancora ai nostri giorni ispiratore della teoria delle stringhe, la nuova frontiera della fisica moderna. Basterebbe solo questo, ma tanto non è stato detto per mancanza di spazio, a farne un personaggio da leggenda in campo scientifico. E’ stato piacevole parlarne nella sala conferenze del Planetario ai soci e ad un pubblico comunque attento e incuriosito. Gianfranco Tigani Sava
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